— La mezza prima della mezza —

Più o meno va così.
Sei lì nella tua griglia di partenza, in mezzo a tanti altri, altri che nella maggior parte dei casi ti sembrano più fisicati, più alti, più magri, più ben vestiti, più belli, più abbronzati, più veloci insomma dei superuomini e superdonne.
Cerchi di darti un contegno, improvvisi anche qualche esercizio giusto per dare l’impressione di essere uno che il running lo mastica da una vita e a ben altri livelli, ti accorgi che il pettorale assomiglia più a un panciale e allora cominci a trattenere il fiato, tiri dentro la pancia e raddrizzi le spalle. Ecco ora sembri una specie di uomo di mezza età iscritto ad una palestra però sempre chiusa.
Poco male, tanto a breve si parte.
Con lo sguardo cerchi il pacer più consono, parti con il guardare quelli con tempi improponibili poi passetto passetto, dall’iniziale palloncino 1h, quasi noncurante a 20 minuti alla volta arrivi all’ultimo palloncino dove invece del tempo c’è disegnata una faccia da clown, ma non è un vero palloncino, è uno di quei palloncini da scherzo carnevalesco, che ti siedi sopra e… vabbè fatto sta che il pagliaccio sembra stia fissando proprio te. Ti guardi attorno e vedi che sei entrato a far parte della categoria: mamme con passeggino, anzianotti da cantiere, pensionate in gita premio per dimostrazione pentole e improvvisamente ritrovatesi con appuntato un pettorale senza sapere cosa fare.
E allora capisci che è finalmente giunto il tuo momento, ti rendi conto di poter sbaragliare tutti i concorrenti seguaci del pacer pagliaccio, per cui schiena dritta, saltelli da vero atleta, ultima controllata al pettorale, fai finta di salutare qualcuno tra il pubblico, giusto per darti un contegno, controlli l’orologio (ma tanto è da un anno che è settato su miglia marine orarie e non hai la minima idea di come cambiarlo in unità di misura più alla tua portata), il gps non prende alcun satellite e inutilmente sbatti il polso procurandoti una slogatura, fai segno di ok alla nonnina al tuo fianco dotata di sacchetto con pentola, ti aggiusti un’ultima volta gli zebedei, assumi l’espressione da keniota e sei pronto. Via!!!
Arrivo: ultimo fra gli ultimi, gonfiabile già sgonfiabile, ristoro da restauro, nonnina con passeggino già cambiata e docciata, cronometro che segna 1h ora in più dei primi…d’altronde il fuso orario…l’ora legale…i semafori tutti rossi…

Potrebbero interessarti anche...