DOMENICA 11/10/2015 Maratona Berlino

IMPRESSIONI DA BERLINO

Non la famosissima maratona di New York e nemmeno la blasonata maratona di Londra, ma da circa un paio d’anni mi frullava in testa l’idea di partecipare alla maratona più veloce del mondo, quella dei record, la Maratona di Berlino.
Giunto al marathon village non ci è voluto molto a capire la portata di questo evento sportivo: misure di sicurezza straordinarie e zona espositiva di dimensioni mai viste prima ad una competizione; ciò che normalmente, qui dalle nostre parti, occupa non più di tre o quattro gazebo in un palazzetto dello sport, alla 42a BMW Berlin Marathon si estende per 5 hangar del vecchio aeroporto di Tempelohf divenuto quartiere fieristico.
Domenica mattina, intorno alle 7:30, le strade del centro sono invase da 41224 atleti in tuta che convergono verso l’area di partenza; controllato il pettorale posso accedere alla zona transennata dove un immenso prato è adibito a spogliatoio all’aperto. Deposito la sacca per il cambio e un po’ disorientato cerco di capire dove sono le griglie di partenza, poi decido di lasciarmi trasportare dal fiume umano, “mica sbaglieranno tutti” mi dico.
Arrivato in griglia di partenza apprendo con piacere che la quarta gabbia, quella che mi è stata assegnata, non è poi cosi lontana dalla linea dello start. Mi guardo intorno e sono circondato da ragazzi provenienti da ogni angolo della terra, dal Brasile al Giappone, dalla Norvegia al Marocco e questo mi piace un sacco, ma l’emozione comincia a salire. La giornata è ideale per correre: cielo terso e aria pulita, ma i 12° in partenza sembrano essere -5° e anche qualche dolore di pancia si fa sentire; mancano solo 3 minuti al via e non resta che attendere.
Finalmente il via e giunti sotto lo striscione si inizia a correre, il primo km scorre in 4:29, le tensioni si sciolgono e via veloci con un occhio sempre al cronometro. Il percorso è completamente piatto e i kilometri si susseguono alla svelta, quasi senza rendermene conto mi trovo alla mezza e poi al trentesimo dove penso: “spero che non finisca in fretta perché mi sto proprio divertendo”. Superato qualche problema di stomaco sopraggiunto al km 37 giungo in prossimità del 40°, il cronometro mi è favorevole e allungo verso la Porta di Brandeburgo dove mi attendono i famigliari che però non riesco a scorgere.
Taglio il traguardo e arresto il cronometro. 3:14.10 è record personale!
L’emozione più grande di una maratona, quella da groppo in gola, quella che ti fa superare la crisi del 35° è battere il cinque ai bambini che ti allungano la mano dalle transenne, quasi sapessero che tu maratoneta, indipendentemente dal tuo crono, stai realizzando la tua impresa e loro te ne rendono omaggio.

Francesco A.

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