CAPITOLO 6 : – La straordinarietà, parte 2

Una delle frasi più celebri attribuite al mitico George Best è:
“Non sono mai stato in spiaggia, perché per arrivarci dovevo passare davanti a un bar e così mi sono sempre fermato prima di raggiungere l’acqua.”
I tipi da bar di un gruppo li riconosci subito e non esiste squadra, classe o compagnia che non li abbia e noi, che siamo baciati dalla fortuna, ne abbiamo ben quattro.
No, non sono avventori incalliti di qualche bar ma, pur non essendolo, ne impersonano perfettamente le caratteristiche.
Così, ricordando quanto diceva George, quando la domenica mattina li vedi arrivare alla partenza per unirsi al gruppo, non puoi che meravigliarti che ancora una volta non si siano fermati ad un bar lungo la strada.
Valter
La personificazione del casual, non tanto nel vestire ma nell’essere. Dotato, consciamente o inconsciamente non è dato saperlo, di quella rara e fantastica capacità di farti vedere le difficoltà come brevi e grigi intervalli tra colorati momenti di vita.
Sembra uno dei personaggi delle canzoni di Jannacci, ti rimanda alla bruma sul naviglio, interminabili partite di pallone al campetto, la sambuca nel caffè, le case in ringhiera, gli scherzi in cortile con gli amici. Insomma un tipo da Bar Sport, la gazzetta, noccioline, coca cola e tutto il resto è noia.
Valter corre ma con calma, non è una questione di andatura ma di approccio alla vita, di chi sa che è sempre meglio buttare un occhio dove si mettono i piedi.
Mauro
Lo riconosci da distante, dotato di aplomb nordico, potrebbe essere facilmente confuso con un qualche amministratore delegato, un politico di rango o tipi del genere che a Milano frequentano Brera e dintorni, poi però lo vedi assieme al resto della combriccola e ne scopri la vera natura da frequentatore di tabarin e osterie. Amante del buon vino ma ancora di più delle serate a far baracca.
Insomma, a inizio serata è l’ambasciatore svedese e al termine è Pozzetto nel ragazzo di campagna.
Mauro corre verso la meta, per quanto lontana sia lui corre, forse si chiede anche perché debba correre così tanto ma il traguardo è là e così corre.
Franco
Non può che ricordare “Si, Viaggiare” di Battisti. No, troppo facile pensare che dipenda dal mestiere che fa. Franco ha nel DNA la calma di chi sa cosa fare, di chi sa riparare le cose, sempre…o almeno così sembra.…quel gran genio del mio amico, lui saprebbe cosa fare, lui saprebbe come aggiustare…
Nel gruppo dei tipi da bar c’è sempre un Franco, elemento insostituibile, una persona che sembra quasi estranea allo scorrere frenetico delle cose, come se stesse perennemente seduto a un tavolino in mezzo al traffico a bersi un Cynar, perché lui sa.
Franco non corre, procede, non riesci a capire se lento o veloce, lui procede, avanza, va al suo ritmo, gli altri corrono lui Cynar.
Giorgio
Il decatleta del gruppo, anzi di tutti i gruppi di cui abbia fatto parte nel corso della sua vita, lui è nato decatleta, dalla corsa, al calcio, alla pallavolo, al ping pong, al rubamazzetto, a chi la fa più lontano, lui non può che essere bravo.
Lui è poliedrico, instancabile, autonomo, ipercinetico, corre, gioca a calcio, va in moto, attraversa il deserto, ogni tanto lavora, spesso va in vacanza, insomma hai sempre l’impressione che o gli si spara o non c’è modo di fermarlo.
Giorgio non corre, lui va va va, quando finisce fa finta di essere stanco. Giorgio è un Diesel Neuro 6, non c’è ZTL o area C che tenga.
Straordinari e insostituibili tipi da bar e sono certo che, come canta Max Pezzali:
forse un giorno si scoprirà che da qualche parte esiste un piccolo gene, simpatico ma a volte un po’ rompicoglioni, che invoglia, stimola e spinge alcuni di noi a riunirsi nei bar.

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