CAPITOLO 5 : – La straordinarietà, parte 1

Un’autrice americana più di quaranta anni fa ha scritto:
“…il mondo non è diviso tra chi è speciale e chi è normale: ciascuno ha il potenziale per essere straordinario. Finché si hanno anima e libero arbitrio si può essere qualsiasi cosa, fare qualsiasi cosa, scegliere qualsiasi cosa.”
Leggendo queste poche righe non si può non pensare a quanto bene riescano a descrivere quell’umanità varia di cui è fatto il VTV e la straordinarietà che si cela e si svela differente dietro ogni suo componente.
Così mi sembra giusto poter parlare delle singole straordinarietà, un poco alla volta, a puntate e in ordine casuale, e se alla fine avrò dimenticato qualcuno, vi prego non vogliatemene e sappiate che anche lui è a suo modo straordinario.
Partiamo amici miei, seguitemi e godetevi la singolare straordinarietà di ognuno di noi.
Pierino
La prima volta che vedi Piero correre al tuo fianco, ti guardi attorno allarmato, cerchi disperatamente di individuare un ristoro dotato di maschera ad ossigeno, defibrillatore, reparto di rianimazione, kit da esorcista, trecce d’aglio, acqua benedetta, olio da estrema unzione e incenso.
Poi, quando ormai credi che la situazione sia disperata, rivolgendoti al cielo preghi di veder comparire da un momento all’altro, da sopra le nubi, il Signore che in un afflato di compassione, quasi a voler plasticamente riprodurre la creazione di Adamo, con il dito indice tocca l’ombelico del Piero dandogli nuova vita.
Si perché guardando il Piero nel suo avanzare asimmetrico e casuale verso il traguardo, la prima cosa che viene in mente è che la struttura alare del bombo, in relazione al suo peso, non è adatta al volo ma il bombo non lo sa e vola lo stesso e parimenti potremmo dire che la struttura muscolare del Piero, in relazione al suo peso, non gli permette di correre ma Piero non lo sa e corre lo stesso, solo che l’incedere risulta avere la stessa eleganza atletica di uno inseguito dallo sciame di bombi di cui sopra.
Straordinario esempio di atleta di una realtà parallela che a noi ancora sfugge.
Antonella
Ormai non v’è dubbio che Anto rappresenti la prima sperimentazione di donna elettrica, con impatto zero sull’ambiente e impatto mille sugli zebedei del primo che incontra al mattino.
Si sospetta infatti che la notte si fermi in garage, si attacchi alla 380 V per poi scollegarsi solamente alla mattina. Il livello di carica è facilmente intuibile dalla capigliatura che può andare da: profilo modello tsunami (carica bassa), profilo modello cirri e cumulunembi al tramonto con probabili acquazzoni in arrivo (carica media), fino al temutissimo profilo modello Medusa del Caravaggio (carica altissima). Quest’ultimo viene tra l’altro annoverato dalla Protezione Civile come grado di allerta arancione: non uscite di casa, non avventuratevi in tapasciate, rimanete ad almeno 10 miglia (unità di misura adottata per farsi capire anche da quelli del San Gaetano) da Cisliano e\o sede VTV.
La domenica si hanno solo due possibilità per sfuggirle: correre come degli Abebe Bikila per distanziarla, tattica che però solo pochi forsennati possono permettersi, o accusare forti dolori, fasciti, strappi, crampi ed altre malattie tropicali varie per farsi distanziare e mollare al proprio destino in mezzo ad una landa desolata lontani un numero imprecisato di chilometri dal più vicino ristoro. Gli altri si fanno chiamare coach e sono in preda alla sindrome di Stoccolma.
Straordinaria metà donna metà pigiatrice d’uva.

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