13 Gennaio 2019 -22′ STRACASORATE

Tanta gente, pochi gradi. Stamattina il termometro segna -4° e solo l’idea di togliere il giubbotto per indossare la divisa da corsa mette i brividi.
Però i colori che ci regala l’alba sono impagabili.

Ci facciamo forza e saltellando come canguri ci prepariamo a correre la 22^ edizione di questa classica invernale di inizio anno che propone gli altrettanto classici 3 percorsi: km 7-14 e 21.
Accidenti! Fa proprio freddo-penso- e cerco conforto nei miei compagni di tapasciata in virtù del proverbiale “mal comune mezzo gaudio “.

Purtroppo la semplice condivisione non basta a scaldare le membra intirizzite,  così si decide di aumentare un po’ il passo nella speranza di riattivare la circolazione ormai perduta.
Passaggi sterrati dal fondo duro e gelido. Ogni “crack” dei rami secchi che si spezzano al nostro passaggio evoca il rumore di ossa spezzate e le battute si sprecano.
Il percorso lambisce come ogni anno diversi paesi e frazioni: Fallavecchia in cui troviamo il primo ristoro, Morimondo (secondo ristoro vicino alla superba Abbazia), Bubbiano con i suoi campi da golf.

Il tratto che costeggia il Naviglio di Bereguardo oggi mi sembra interminabile. In lontananza possiamo scorgere la lunga colonna di runners impegnati nella corsa .
Così mi diverto a raccogliere qualche chiacchiera e qualche discorso del podista domenicale. C’è chi si pente per le trascorse esagerazioni culinarie, chi programma tabelle e allenamenti disumani in vista di qualche gara e chi, semplicemente,  racconta aneddoti di vita quotidiana.

Tra una chiacchiera e l’altra i km passano, il sole finalmente riscalda e il ristoro finale ci attende. È letteralmente preso d’assalto e, come spesso accade,  c’è sempre qualcuno che dimentica l’educazione. Brutta cosa l’ingordigia…
Bravi comunque gli organizzatori che da anni si adoperano per la buona riuscita dell’evento.

Bottiglia di vino come riconoscimento individuale.

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