Un rifugio – pensiero di tarda notte

Giorno 1

Un rifugio dal veloce scorrere del tempo che toglie il fiato e la possibilità di pensare.

Uno spazio di intima solitudine mentale anche se circondato da suoi simili.

Lascia gli orpelli della apparenza indossa un insulso completino ed un paio di scarpe distrutte et voilà….

Il runner trova ciò che cerca o almeno così gli sembra.

Io mi basto.

Chiude gli occhi e sorride nel sonno

Giorno 2

Evviva si torna a correre!

Il runner esce, è solo ma uno strano tarlo gli gira in testa; non c’è nessuno intorno a lui il mondo si è fermato e la sua tranquillità sembra suprema.

Respira ha trovato la pace che cercava.

Io mi basto

Giorno 3

Infila le scarpe, accende il GPS e si compiace del suo tempo, della sua forma, della pace che ha trovato, del relax ottenuto..

Ma non è come al solito, strana sensazione .

Corre e pensa

Corre e metabolizza e ci arriva …

Io non mi basto

Con chi condividere l’emozione, come esterno la mia felicità ?

Ho bisogno di relazione …. ho bisogno di persone …. ho bisogno del mio gruppo.

Incomincia a mandare filmati, guarda ossessivamente WA

Ma nulla placa la sensazione di vuoto che prova

Io non mi basto.

 

Il miglioramento passa anche da esperienze dolorose e quanto ho stilizzato sono le sensazioni che si sono accavallate in me in queste settimane.

Vedendo i vari flashmob che sono spontaneamente partiti in tante città penso che in molti abbiano provato la stessa sensazione

Non è la paura della imminente depressione economica, non è la paura di ammalarsi, o meglio non solo, forse a queste c’è un rimedio.

E’ la sensazione che si prova a essere soli e a questo c’è solo un rimedio, fare gruppo.

A presto Gruppo, ho voglia di condividere e di ascoltare , ho voglia del calore che 30 persone diverse possono dare

 

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