Storie di corsa-3 - GSD VTV Abbiategrasso

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28/03/2016 39' MARCIA DEI CILIEGI IN FIORE  

La classica tapasciata di inizio primavera anche questa volta ha richiamato una marea di persone nel piccolo borgo, dai super runner in allenamento per la prossima maratona a bimbi e famiglie che vogliono godersi un pochino di natura.

La corsa è anche questo, un aggregato di persone diverse che hanno in comune la voglia di muoversi e che per qualche ora si sentono parte di una colorata comunità.

Un cielo incerto che promette acqua a catinelle ha fatto sbagliare abbigliamento a molti (me compreso) e si parte un pochino in anticipo per evitare di rimanere intrappolati nel serpentone umano della partenza ufficiale.

Primo tratto in asfalto e poi incomincia lo sterrato ed i boschi del Ticino.
Passaggio nelle tenuta Fagiana  - sempre bellissima – e poi si continua sullo sterrato per avvicinarsi al primo ristoro.
Vedo il cartello “100m al ristoro” allungo, allungo ………..accidenti hanno spostato il ristoro e mi tocca rallentare per riprendere fiato.
Vuoi per questo allungo , vuoi per un altro allungo che mi sono trovato a fare “inconsapevolmente” (solo i miei soci sanno perché e non lo scriverò) ma al bivio della 13-21 decido per la corta.

Dopo poco si ritrova l’asfalto ed il passo aumenta, il mio socio è in preparazione per Milano e mentre lui ride e scherza io sento ricomporsi l’uovo di Pasqua e lo lascio andare per gli ultimi metri……. mi rifarò prima o poi………..forse !
Ristoro finale e risottata sono stati di conforto per tutti .

Borsa gastronomica come riconoscimento
I ciliegi non erano in fiore ma la corsa è piaciuta.
All’anno prossimo Casterno.

Pietro  G.



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20/03/2016 39' STRACHEMAS A CURBETA  

Una domenica mattina perfetta.

La primavera ha bussato con insistenza e gli amici del Vtv hanno aperto le porte…alla corsa di Corbetta: oggi si corre in terra “badina”.
La mattinata è tersa e i primi brividi dovuti all’aria frizzantina lasciano posto ad un piacevole tepore che ben presto diventa vero e proprio caldo.
Il percorso è piacevole e molti passaggi sono allietati dalla fioritura di magnolie, forsizie, viole e narcisi.
La primavera sa regalare emozioni semplici e grandiose al tempo stesso.
Quest’anno abbiamo anche potuto sperimentare per la prima volta il percorso da 18 km e direi che, tranne alcuni tratti erbosi poco gradevoli, il contesto è stato apprezzato da tutti.
Il passaggio in località Castellazzo de’ Stampi è stata una piacevole sorpresa: a pochi metri dal secondo ristoro gli organizzatori hanno volutamente creato una deviazione per poter ammirare un limpido fontanile immerso nel verde.
Tornati sulla strada asfaltata ci siamo concessi un allungo fino all’arrivo dove abbiamo potuto dissetarci, commentando la corsa, le prestazioni individuali e, perché no? prenderci anche un po’ in giro.

A conclusione: ritiro della colomba pasquale che anche quest’anno rappresentava il riconoscimento della corsa e rientro in Abbiategrasso.



Raffaela F.



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13/03/2016 10' TRA I GIRASC E SCARON  

Giornata uggiosa, sembra che la notte abbia portato pioggia ed il sole è incerto

Destinazione Motta Visconti, ultimo paese di confine tra la provincia di Milano e quella di Pavia e che a cavallo tra la fine ‘800 ed inizi ‘900,  ha avuto come insegnante elementare la prima donna (ed unica)ad essere ammessa all'Accademia d'Italia
(n.d.r. creazione di Benito Mussolini) Ada Negri.

Fù durante il soggiorno a Motta che Ada Negri iniziò a pubblicare i sui scritti su giornali e a pubblicare il suo libro di poesie che la portarono fino a vincere nel 1894 il Premio Giannina Milli per la poesia.

Ada Negri è ancora oggi ricordata dai Mottesi con una targa sulla porta della sua abitazione e che a Motta ha dedicato una poesia dal titolo inconfondibile

”Ritorno a Motta Visconti”
Ella dintorno si guardò, tremando,
e riconobbe la selvaggia e strana
terra che a fiume si dirompe e frana
entro l'acque, che fuggon mormorando.

Basta cultura posticcia, passiamo alla corsa.

Alla partenza ci accolgono con un Ape  Piaggio dotata di macchina del caffè ambulante (pubblicità del museo MU MAC della Cimbali) ed un caffè gratis !!!
Un buon inizio.

Passaggio in paese poi si entra nelle campagna lungo il Naviglio e fino a toccare Trovo., nulla di particolare per i primi 10 Km.
Poi si scende la costa della Maina ed inizia il divertimento
Passiamo nei boschi fino a raggiungere il Ticino (località Geracci = Girasc, prima parte del nome della corsa)
Continuiamo su un tortuoso sentiero lungo il fiume ed arriviamo vicino alla lanca di Scarone (Scaron = seconda parte del nome)
Due salite (grazie al mio socio che mi sprona riesco a correrle entrambe) e siamo in dirittura di arrivo.
Ristoro finale che mi dicono essere stato abbondante ma che grazie ai lupi delle corse più corte ha lasciato ben poco a noi della 20.

Bottiglia di vino come riconoscimento.

Per ma la parte bella è stata solo nel finale, se potessi suggerire direi al Running Team di usare di più la grossa risorsa che hanno sotto casa e la potenziale  11° corsa ne guadagnerà davvero tanto.


Pietro G.



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28/02/2016 15' MARATONINA CITTA' DI TREVIGLIO

La giornata è di quelle che vorresti passare sotto al piumone; dopo un inverno di siccità finalmente un bel Weekend di pioggia!
il ritrovo e tutte le formalità pre-gara si svolgono in un'ampia e calda palestra, ma 10 minuti prima della partenza mi convinco e
indossando un grazioso sacco della raccolta differenziata esco per un po' di riscaldamento.
il percorso si snoda tra le campagne e i paesi limitrofi su strade che conosco alla perfezione, ma sulle quali non avevo mai
corso (ancora non conoscevo la corsa!)
In prossimità del 15° Km, quando comincia a farsi sentire la fatica, trovo lungo il percorso mamma e papà che, incuranti della pioggia, mi incitano e mi spronano a ripartire di slancio; in un attimo mi ritrovo al 18° Km, ma devo stringere i denti poiché, nonostante il tracciato sia
mosso solo da leggerissime ondulazioni, gli ultimi 3 Km sono durissimi e interminabili.
All'arrivo, dopo tanta pioggia, un ricco ristoro e il servizio massaggi sono più che graditi.

L'organizzazione impeccabile e l'aria di casa non possono che farmi esprimere un giudizio positivo.
Da ripetere!

Francesco A.



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28/02/2016 16' PALIO DEL QUARTIERE PAVIA EST


Le previsioni dicono maltempo ed in effetti all’inizio della corsa ci becchiamo un po’ di pioggia.
Non importa, basta uno smanicato e chi ci ferma più.
Breve passaggio nel quartiere,discesa e poi via in campagna direzione centro di Pavia
Al primo ristoro c’è la deviazione tra la 13 e la 18, siamo già in Pavia e davanti a noi si vede la sagoma del ponte coperto-
Il Marshall al ristoro è molto bravo a “vendere la sua corsa” e ci convince che non possiamo non passare dal ponte e che vale la pena di allungare un pochino la nostra fatica.
Gli diamo retta ed ha proprio ragione,  andata e ritorno tutto lungo le rive del vecchio fiume blu che ci osserva placido.
E mentre passiamo sotto il bellissimo ponte coperto, il Remigio mi fà notare degli ammassi di sassi che emergono dal fiume.
Sono gli antichi pilastri del ponte e cosi accende la mia curiosità……quale storia avrà mai il ponte coperto di Pavia ?
Per i curiosi, vedi P.S. sotto.

La pioggia smette e la corsa prosegue verso il Naviglio, lo costeggiamo fino alla sua  foce e poi si rientra ancora lungo le sponde dell’amico fiume.
Sarò un romantico, ma a me il Ticino piace.
Nel complesso il percorso è facile, ondulato, ma lo sterrato è bello e le parti con asfalto sono assolutamente senza traffico.
Ristoro finale con tutto quello che volevi, dalla pasta al panino con salame, e riconoscimento con classica bottiglia di vino…..
Arrivederci Pavia, ci sei piaciuta.

P.S. se siete arrivati fin qui a leggere , allora mi devo impegnare e condividere con voi tutti i Gigabyte che ho usato

1)      Il ponte romano – l’inizio

Già in epoca romana, nell'antica città di Ticinum era presente un primo ponte che collegava le due rive del fiume all'altezza del moderno Ponte Coperto. La costruzione del ponte romano si fa risalire all'epoca di Augusto.

2)      Il ponte trecentesco – la storia continua

Nel 1351 fu costruito sui ruderi del ponte romano un nuovo ponte, su progetto di Giovanni da Ferrera e di Jacopo da Cozzo. Il ponte, completato nel 1354, era coperto e dotato di dieci arcate irregolari e di due torri alle estremità.
Successivamente furono aggiunti un portale d'ingresso dalla parte del Borgo Ticino (1599), una cappella al centro del ponte in onore di San Giovanni Nepomuceno (XVIII secolo) e infine anche un portale di ingresso dalla parte del centro storico, eretto dall'Amati (1822).

3)      -------Poi la 2° guerra ……..ed un Ministro stolto e pagato dai nostri avi ……

I bombardamenti nel settembre 1944, durante la seconda guerra mondiale, danneggiarono l'antico ponte trecentesco e ne fecero crollare un'arcata. Alla fine della guerra si svolse un aspro dibattito sull'opportunità di ripristinare il vecchio ponte o di demolirlo e nel febbraio 1948, il Ministero dei Lavori Pubblici fece demolire con la dinamite l'antico manufatto.
Alcuni resti dei piloni del vecchio ponte sono visibili nelle acque del fiume ---------quelli che il Remigio mi ha fatto notare
Nel 1949 si iniziò la costruzione del nuovo ponte, che fu inaugurato nel 1951.


Pietro G.

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21/02/2016 20' DURAN E DINTURAN


La giornata è l’ideale , non è piovuto, fà poco freddo e poi alla fine spunterà anche un sole da 15 °C.

Destinazione Dorno, profonda lomellina e paese di musicisti che ha dato i natali a Ron (Rosalino Cellamare all’anagrafe ) e alla famiglia di Steve Vai , celebre chitarrista che ha suonato la chitarra a tre manici nella band statunitense di Frank Zappa, di Nelly Furtado ed anche del più nazionale Eros Ramazzotti.
In mezzo a tanta arte noi abbiamo messo i nostri passi più leggeri, il nostro silenzioso fiato e il rispetto per la natura che ci ha circondato.
Solito ritrovo in zona piazza e a nostra disposizione ci sono un sacco di possibilità da 2 a 21 Km
Veloce cambio d’abito e via!
Un saliscendi continuo nella valle del Terdoppio, ma che bei passaggi…
Asfalto all’inizio ed alla fine , poi campagna, bosco , riva del fiume.. in molti abbiamo pensato che se questa corsa fosse organizzata in primavera /estate sarebbe ancora più una pacchia.
Unico piccolo intoppo lo troviamo nel bosco dove il sentiero è stretto e risulta difficile superare quelli che si stanno facendo la passeggiata di salute.
Pazienza, ognuno ha il suo ritmo e io non intendo guardare il mio GPS ma solo respirare la natura e divertirmi.
Il gruppo si divide tra la 6, la 10, la 14 e la 21  ma tutti sono concordi che i percorsi erano belli e godibili.
Ok per i ristori sul percorso e per quello finale, pacco gara più ricco del solito paragonato al costo.
Se faranno la 21° edizione penso proprio che ci torneremo.


Pietro G.

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21/02/ 2016 VITTUONE

BELLA BELLA BELLA!!
La Mezza del Castello, giunta alla sua 12^ edizione, anche quest'anno non ha deluso.
Non so perché ma questa corsa è da sempre nel mio cuore. È una mezza speciale che in qualche modo mi ha stregata già dalla prima volta e da allora è diventata la mia preferita. Sarà perché nel 2009 ha rappresentato il mio "battesimo" nelle mezze maratone, sarà perché è un percorso dritto, liscio e veloce, sta di fatto che anche questa edizione è stata "godimento allo stato puro ". Sapete quando si dice "la corsa è un piacevole divertimento "? Ecco è proprio così. La mattinata era allietata da temperature più che gradevoli con un bel cielo azzurro che suggeriva pensieri positivi e una brezza primaverile che infondeva energia e voglia di scatenare le gambe un po' intorpidite dal lungo inverno.
La magia della corsa è proprio tutta lì, nei km che si susseguono, nelle persone che ti incoraggiano, nella molteplice e variegata partecipazione di runners più o meno forti, più o meno motivati ma tutti sicuramente spinti da un denominatore comune: l'amore per la corsa.
Tutta acquista un fascino recondito: anche la fatica, il sudore, i dolori muscolari paradossalmente diventano piacevoli compagni di viaggio.
Come sempre l'organizzazione non ha deluso. Per quanto mi riguarda non ho trovato note negative da evidenziare. Forse l'ombrello come riconoscimento? Beh basta che non faccia piovere....

Raffaela F.

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07/02/ 2016 34' Camminata a Robbiano


Settimane senza una goccia di acqua e proprio oggi si scatena Giove Pluvio che ha deciso di rovesciare catinelle di acqua sul Nord Italia.
E’ vero che si pulisce l’aria, che in montagna porta una bella nevicata, che i campi ne hanno bisogna ma cavoli non poteva aspettare domani?
“ Temp e cu al fa cum'è vor lù “ci dicevano i vecchi che la sanno lunga ed avevano ragione,.
A Robbiano ci accoglie una bella tenso-struttura, un deposito borse ed i massaggiatori …… WOW !!!!
Il presidente decide che si deve partire tutti insieme e si inventa la foto  di gruppo, prima della partenza.
Stratagemma riuscito…………..
Primo ristoro dentro l’officina di un gommista, salita di qualche centinaio di metri e giù a capofitto su una discesa fangosa e scivolosa che di più non si può…..dovevamo montare le scarpe chiodate dal gommista  !!!
Passaggio intorno al laghetto di Robbiano e poi via su un lungo discesone sulla statale, un po’ pericoloso ma almeno c’erano tanti Marshall a prendersi cura di noi.
Come al solito ciò che scende primo o poi sale e quindi ci troviamo davanti la lunghissima salita che porta a Briosco
Il percorso si è rivelato tutto un saliscendi con per fortuna parecchio asfalto visto che le parti sterrate erano veramente scivolose a causa della pioggia.
All’arrivo siamo un po’ tutti bagnati ed infangati come bambini pasticcioni  (la corsa ringiovanisce) ed è una vera manna il buon ristoro finale e soprattutto il tendone per cambiarsi all’asciutto , un bravo agli organizzatori che hanno anche pensate alle Chiacchere come riconoscimento.

Un bell’arrivederci all’anno prossimo ve lo siete meritato.

Pietro G.


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31/01/ 2016 SANNAZZARO DE' BURGUNDI (PV)


Strano inverno questo, le temperatura sono abbondantemente sopra lo zero, un giorno freddo un giorno caldo e quindi …. raffreddori a go.go.
Infatti il mio equipaggio è quasi da sanatorio , tra colpi di tosse e voci nasali.
A Sannazzaro ci sono un sacco di possibili percorsi, da 7 fino  a 25 Km , solito rito dei cartellini e, non sembra vero, partiamo in un gruppo veramente numeroso.
Bravi Soci, cosi ci siamo quasi !!
Passaggio in paese e poi si inizia a scendere in campagna e per i successivi 3-4 Km passiamo in un fango appiccicoso che rende pesante la nostra corsa.
Arriviamo sull’argine del grande fiume che con la siccità di quest’anno sembra relegato al lignaggio di fiume minore.
Il percorso si fa  più scorrevole , un misto tra asfalto e terra battuta che potrebbe permetterci di allungare.
Ed invece niente, crono ridicolo , andiamo piano ma proprio piano  (“pole pole”  come si dice in lingua “swahili” che ho recentemente sentito in Africa).
Durante il percorso vediamo solo la segnalazione dei 4 Km, solo delle indicazioni sulla terra ci danno la direzione ed un ristoro da minimo sindacale verso il 7 km.
I Km non erano quelli dichiarati tanto che la 18 era in realtà una 20 Km e visto il tipo di percorso era veramente pesante (cosi mi hanno detto).
Ristoro finale con pastasciutta fatta con tutto quello che avevano  - olive, funghi pezzetti di carne ed anche peperoncino.
Ormai sarà la terza corsa che ci danno una bottiglia come riconoscimento, ed anche qui non si sono smentiti - un pochino di fantasia non guasterebbe.
Siamo podisti , non alcolisti (non tutti almeno)
Ultimo commento, il mio equipaggio da sanatorio ha peggiorato il suo stato salutare, ci si esprimeva quasi a gesti e la voce era un ricordo
Correre è salute ci dicevano ………..

Pietro G.

24/01/ 2016 10' CORRICARUGO

E’ l’alba, il sole inizia a svegliarsi ma è ancora pallido, la temperatura è sotto zero, ormai l’inverno ha finito di bussare alla porta ed è prepotentemente entrato anche in Pianura Padana.
I TG ci dicono che dall’altra parte dell’Oceano si sta scatenando la tempesta Jonas , che vuoi che siano i nostri miseri – 4°C !!!!
Al ritrovo di Carugo troviamo un parcheggio gestito in maniera impeccabile dai volontari e praticamente siamo a 100 m dal ritrovo.
Appello del Pres., ritiro cartellini  e via a piccoli gruppi … non dico nulla, lo sapete ormai.
Il freddo è pungente , tra il 5 e 6  Km c’è il primo ristoro, non mi fermo visto che ho appena ripreso il controllo dei miei piedi che erano congelati e non ho certo bisogno di liquidi.
Il percorso è “cittadino”, tutto un saliscendi, tutto asfalto, sù e giù dai marciapiedi.
Sento impressioni generali alquanto contrastanti ma di sicuro questa domenica non ci godiamo la natura nè paesaggi da cartolina.
Peccato perché siamo a ridosso delle colline e io speravo in qualche cosa in più.
Al secondo ristoro c’è la divisione percorsi, io ed il mio pacemaker (non in senso medico) ci buttiamo sulla 14 ed inizia il lungo discesone verso il traguardo.
Delusione al ristoro finale, l’hanno messo su un ballatoio stretto, si è formata una lunga code e sui tavoli c’era ben poco.
Chicca finale, si sono dimenticati anche di premiare i gruppi !!!!
Abbiamo dovuto chiedere e ci hanno dato 2 bottiglie di vino dell’oltrepò …e dire che abbiamo portato più di 20 persone da 60 Km !!
In compenso l’organizzazione ha pensato di fare una lotteria, più che un finale di una corsa sembrava di essere al “bingo”.
Mhà , mi sono divertito alla fine, ma penso che sia stato più merito della compagnia che non della 10° CorriCarugo.

Pietro G.

17 /01/ 2016 40' MARCIA S. ANTONIO   ZINASCO


Festa di Sant’Antonio: domenica mattina anche le poche casette che hanno la pretesa di elevarsi a “paese” hanno celebrato il noto Santo dalla barba bianca.
Le campane che suonavano a festa e le colorate bancarelle nella piazzetta hanno fatto da cornice alla 40^ Marcia di S. Antonio.
Il sole splendeva rendendo il paesaggio luminoso e terso ma il termometro ci ricordava che siamo solo a gennaio!!
Vinto il torpore si parte e qualcuno già  chiede: ma siamo proprio sicuri di voler fare la 19 km???
Dai, dai che si è fatto tardi…ma…dove sono finiti tutti?
Insomma, per farla breve, siamo partiti in fretta e furia convinti di essere ormai gli ultimi, invece…accidenti…anche questa volta abbiamo toppato ed è sfumata la partenza di gruppo.
Commenti sulla corsa: che dire?
Consueto percorso campestre con un passaggio non propriamente agevole. Fortunatamente il clima secco  ci ha risparmiati dal fango con conseguenti scivoloni.
L’organizzazione ha inoltre pensato di ottimizzare i ristori proponendone due in un’unica location: diciamo pure ristoro “double face”.
In compenso, al termine della corsa, ci attendevano panini caldi con succulenti salamelle e vin brulè.
Alla faccia delle calorie!!
Decido di onorare la cucina e brindo con un buon bicchiere di bonarda che mi scalda e mi da il coraggio di cambiarmi a bordo strada tra una raffica di vento e l’altra.

E penso: prima o poi arriverà la primavera!!


Raffaela  F.

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10 /01/ 2016 19' STRACASORATE

Questa tipicamente è una delle corse più fredde dell’anno  ed invece quest’ anno si parte con circa 3 gradi.

L’organizzazione ha fatto un volantino che sembra una campagna turistica del luogo con descrizione e foto del percorso e forse anche per questo che la corsa è popolata.
Inghippo iniziale, un cartello annuncia che la 21 viene allungata a 24 Km. Pazienza (in realtà saranno poi 22)
Coda per ritiro cartellini , devo dire che è un remake di tutti gli anni passati ma forse alla 19° edizione si poteva migliorare .
Partiamo ma questa volta alla spicciolata, chissà parchè hanno tutti fretta, non si vince nulla e si perde solo della buona compagnia ………….. meditate soci, meditate.
Il percorso attraversa la circonvallazione, passaggio in campagna, rettilineo lungo il Naviglio e si arriva a Fallavecchia dove c’è il primo ristoro, o meglio una coda per avere il sudato bicchiere di acqua.
Troppa gente, troppo freddo …. decido di non fermarmi e cosi fanno anche parecchi altri corridori.
Vado sulla 14  e dopo la salita di Basiano siamo di nuovo lungo Naviglio, passaggio vicino al campo da golf e ristoro in centro a  Bubbiano.
Ci avviciniamo a  Casorate ed il ritmo sale, sale, sale …ma non dovevano essere tutti stanchi ?
Ultima sparata verso il centro, qualche curve,  si vede l’arco del traguardo , aumenta, aumenta, aumenta..porca miseria hanno piazzato la pastascittata prima dell‘arrivo e sembra di essere alla Rinascente a Natale……tutti in mezzo che si fanno i cavoli loro e noi che siamo alla bombola dell’ossigeno e vorremmo alzare le braccia in trionfo!!
Anche questo è un remake del passato, basterebbe spostare il ristoro 100 m indietro o l’arriva 100 m prima e si eviterebbero disagi.

Bottiglia di vino come pacco gara

Pietro G.

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03 /01/ 2016 34' STRADESIO

L’itinerante mondo dei podisti questa volta ci porta a Desio, la ridicola nevicata della notte non ha lasciato segni ma forse ha pulito un  pochino l’aria e ha reso frizzante il clima del mattino.

Al Paladesio, punto di ritrovo e partenza, troviamo una organizzazione degna di manifestazioni molto più blasonate; spazio al caldo per cambiarsi, deposito borse, docce e pure massaggiatori !!!

Vanno subito fatti i complimenti al Gruppo Marciatori Desio per quanto hanno messo in piedi per noi tapascioni.

Si parte in gruppo compatto con un giretto in città e passaggio davanti alla Villa Cusani Tittoni Traversi (XVIII secolo) e vicino alla Basilica di San Siro e Materno.

Ogni tanto si sollevava uno spifferone di arietta gelida e qualcuno comincia a straparlare chiedendo a non si sa chi di “chiudere la finestra” mentre altri a rispondergli con dei vocaboli che denotano una cultura signorile , quasi borbonica  ( “sei diventato ilare?”).

Nel parco di Desio facciamo praticamente l’unico sterrato della giornata; siamo nella popolata Brianza e non ci si aspettava certo un bosco ma costeggiare la Nuova Valassina non è stato il massimo.

Finale con pacco gara (calza di dolci ) consegnata da bellissime befane !


Pietro G.

01 GENNAIO  2016      SEDE ABBIATEGRASSO



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27 DICEMBRE 2015      18' STRAMONCUCCO

La mattina è grigia e ogni cosa ha contorni non definiti a causa della nebbia;siamo alla prima domenica dopo Natale e la meta è la classica corsa di Moncucco.
Il ritrovo è nella palestra del paese,  qui ci si può cambiare al chiuso e lasciare le borse fuori dalla portata dei ladri – grandissimo punto positivo che poche altre organizzazioni mettono a disposizione.
Mentre ci cambiamo , mi rendo conto che la mia divisa è abbastanza “ben riempita” da me stesso.
Osservo il popolo dei runner e vedo che molti sono nelle mie condizioni ed altri addirittura sembra che abbiano stirato i loro capi su un anguria…….

Ben venga allora i 12.5 Km brucia panettone allora. Ma sarà vero che bruceremo il panettone ??? Facciamo che la risposta la trovate a fondo articolo come nei cruciverba  (non lo metto al contrario per non sentirmi dire che la gente ha rotto il computer per leggere).

La corsa sembra partecipata, incontriamo sempre molta gente .

Percorso tutto su asfalto ma non si vede nulla dei dintorni, potresti essere a Gaggiano oppure in Nebraska ! Oggi è la nebbia che fà da padrone.
Il mio gruppetto viaggia a passo rilassato , a parte gli ultimi 2 Km dove tutti tirano fuori l’agonismo, ottimo passo per un post pranzi e cenoni
L’arrivo è di nuovo alla palestra, che goduria cambiarsi al caldo, ristoro finale buono e pacco gara migliore di altre manifestazioni
Lo speaker annuncia che la prossima edizione sarà proprio il giorno di S.Stefano e visto che oggi è andata bene è probabile che tenteremo ancora di bruciare il prossimo panettone alla Stramoncucco 2016.

P.S. da leggere dopo aver consultato il medico ed aver preso degli ansiolitici olo per nervi saldi e

Non per  deludervi carissimi ma la risposta è NO – correndo si brucia in media 1 Kcal al chilometro per ogni chilo di peso ( per chi pesa 70 Kg, significa 700 Kcal ogni 10 Km) sapete quante calorie sono 100 gr di panettone ???? e con il mascarpone ?? e con il bicchiere di spumante ??

Mi fermo , sento il vostro odio dalla rete------------.

Non mi credete sul consumo di calorie ??? a voi il sito

http://www.my-personaltrainer.it/consumo-calorico-sport.htm


Pietro G.




20/12/15             CAMMINATA DI NATALE PER SOLIDARIETA'


CAMMINATA DI NATALE PER SOLIDARIETA'

Partenza in gruppo e primo tratto tutti insieme, un breve passaggio in paese, una discesa con qualche tornante e poi via sulle sponde dell’Adda

Alle spalle il ponte di Trezzo ci guarda dall’alto mentre incomincia a spuntare anche il sole e l’acqua si vela di una sottile nebbiolina che ci fà compagnia in alcuni tratti.

Qualche anatra o volatile non meglio identificato ci osserva correre standosene placidamente a mollo nel fiume.

Paesaggio rilassante direi.

Qualche chilometro e troviamo la Centrale Idroelettrica Taccani, si tratta della centrale elettrica storica più interessante in tutta la Lombardia, mi piace la sua architettura e quindi appena a casa accendo internet e mi rendo edotto (se volete come Post Scriptum vi lascio alcune note che ho trovato ed una foto giusto per sollecitare la vostra curiosità).

Tornando alla nostra fatica, devo aggiungere che al piatto percorso sul fiume fà seguito una ripida salita (non riesco a correre neanche se piango su queste pendenze) che segna l’ inizio del rientro sulla costa del canyon scavato dal fiume .

Dall’alto il paesaggio e sempre bello ma il percorso diventa tutto un falso piano, ma proprio falso  anzi direi che non esiste il piano.

Tutto sommato il giudizio è positivo con una nota negativa relativa al ristoro finale e ritiro pacco gara dove c’erano code lunghe , troppo lunghe.



Post Scriptum

“La centrale idroelettrica Taccani di Trezzo sull’Adda in provincia di Milano è situata sull’asta fluviale del fiume Adda, all’interno dell’omonimo parco.

Sorge alla base del promontorio roccioso che determina l’ansa del fiume detta di Trezzo e sulla cui sommità rimangono le rovine del castello costruito nel 1370 da Barnabò Visconti sui resti di una precedente struttura longobarda.

La centrale, in servizio ininterrottamente dal 1906, fu realizzata dall'Architetto Gaetano Moretti che, utilizzando la caratteristica pietra locale chiamata “il ceppo” e accogliendo i moduli verticalizzanti suggeriti dalla sovrastante torre viscontea, riuscì a produrre un'opera di grande armonia compositiva, perfettamente integrata nell'ambiente fluviale che la circonda e nello sfondo costituito dai ruderi del castello medievale.

L’impianto costituiva, per l’epoca in cui fu costruito, un vero e proprio “polo energetico” in quanto comprendeva oltre alla sezione idroelettrica con dieci generatori che fornivano una potenza di 10.000 kW, anche una sezione termoelettrica con quattro generatori a vapore della potenza complessiva di 4.000 kW destinati a integrare la produzione idroelettrica durante le magre invernali del fiume Adda.

La centrale, tuttora in attività per la produzione di energia, serve ancora oggi le province di Milano, Como e Bergamo.

Pietro G.

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13/12/15             45' A PEE' IN BRUGHEA

Questa volta la corsa non è distante e ci mettiamo poco ad arrivare a destinazione, direi che siamo tra i primi.

Il ritrovo è in uno scantinato, scendiamo le scale e ci appare una masnada di veterani e super-veterani che neanche nei circoli di paese riesci a trovare.

Mi sento un giovanotto ma invidio il loro spirito invincibile.

Cartellini ritirati, appello del presidente (manco fossimo gli alunni e lui il professore !!!) e via si parte.

Poche centinaia di metri su asfalto  e poi inizia il massaggio alle caviglie ……… nella brughiera ci aspettano un sacco di foglie sui sentieri che nascondono dei rami/sassi /buche, insomma come a dire “guarda dove metti i piedi o sentirai il richiamo della madre Terra “.

Ma nulla di serio comunque, ci siamo gustati percorsi molto più accidentati in altre occasioni.

Ristori OK,ristoro finale OK,un percorso bello, il gruppo VTV (J), tutte cose che hanno reso piacevole anche questa domenica mattina.

Il pacco gara non è previsto, ma che importa !!

Ma come fanno i non corridori a non tentare queste esperienze e a poltrire sui divani ???

Pietro G.

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13/12/15             20' MARATONA DI REGGIO EMILIA



Dopo un sabato trascorso tra ansie, dubbi e mille “pseudo” dolori muscolari che fanno vacillare le proprie certezze, ecco arrivare finalmente il grande giorno.

L’emozione è alle stelle ed il timore di fallire cede il passo ad una forte motivazione e al desiderio di vivere con determinazione questa meravigliosa avventura.

Sì, perché è proprio di questo che si tratta: un viaggio straordinario da intraprendere con gioia e fiducia.

Lo start è una festa di colori, musica e applausi, così sull’onda crescente dell’entusiasmo le gambe iniziano a muoversi…partiti!!

Kilometro dopo kilometro e con qualche saliscendi, all’orizzonte si profila il gonfiabile del 21° km.

Dai, forza che siamo “già” a metà …

Tra un ristoro e l’altro e con un occhio al cronometro ecco arrivare anche il 30° km ed il pensiero (stranamente) è stato: “beh dai, tutto sommato fin qui è andata bene”.

Gli ultimi kilometri sono  naturalmente i più difficili da gestire: la fatica, qualche crampo e la sensazione di aver esaurito le ultime energie cercano di minare la forza di volontà, ma…ormai non si può, non si deve mollare!!

Il traguardo è lì davanti a me, la folla applaude, i bambini a bordo strada “battono il cinque” ma ormai non vedo più nulla.

Alzo le braccia, spengo il cronometro e sento le affettuose pacche sulle spalle di chi si congratula.

Cosa dire? E’ stata una gioia immensa che ho avuto la fortuna di condividere con i miei compagni di avventura - Francesco e Roberto-  ai quali va il mio ringraziamento per essersi allenati con me durante il lungo periodo di preparazione.

Un GRANDISSIMO GRAZIE  in particolare al pazientissimo Roberto per avermi seguita, accompagnata e consigliata lungo tutto il percorso: senza la sua preziosa presenza non ce l’avrei fatta.

Senza condivisione la corsa sarebbe sicuramente più povera.



Raffaela  F.


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08/12/15             45' MAGNUS CURSUS POMI      CREMELLA (LC)



E’ festa e per il runner questo significa levataccia e domande esistenziali a go-go (chi me lo fà fare ? perché ho scelto questo sport?  etc, etc)
La mattinata è nebbiosa, la corsa è distante e ci tocca fare un po’ di strada.
A Cremella la nebbia sparisce, il freddo si fà meno pungente e ci rendiamo conto che sarà una corsa partecipata.
Ed in effetti corriamo sempre in compagnia di altri runners tanto che ai ristori troviamo parecchia gente e non mi fermo a nessuno dei due.
Un piccolo disagio al 2° ristoro dove ci sono dei servizi igienici ma rigorosamente chiusi – lamentela dal tono femminile.
Percorso misto asfalto /sterrato e non certo in piano ma che offre scorci di paesaggio notevoli e rilassanti.
Arrivo in salita, buon ristoro finale e pacco gara con calorie a sufficienza per ingrassare (cotechino, lenticchie ed una, dico una, mela)
Giudizio complessivo positivo condiviso anche dai mie compagni di sudore.
Arrivederci Cremella !!! Ci sei piaciuta.




Pietro G.


DOMENICA 15/11/2015  2' Cangrande Half Marathon    VERONA


Si parte presto, molto presto, troppo presto! (ore 5:30)
Giungiamo a Verona alle prime luci del mattino e finalmente l’autunno è arrivato, nebbiolina e aria freschetta.
In Piazza Bra la cornice è fantastica, con l’Arena che domina la scena e ai suoi piedi un gran via vai frenetico di atleti che si apprestano a ritirare il pettorale, ma noi di Abbiategrasso ci concediamo il lusso di una passeggiata sino a Piazza delle Erbe per sgranchire un po’ le gambe.
Come al solito ci si cambia in uno spogliatoio improvvisato (il parcheggio interrato) dopo di che ci affrettiamo a raggiungere le affollate (non per tutti) griglie di partenza. Alle ore 9:00 un doveroso minuto di silenzio per ricordare le vittime di Parigi e poi il via.
Il percorso dopo un paio di chilometri lascia il centro storico e segue il corso dell’Adige per fare poi ritorno in Piazza Bra dove è posizionato l’arrivo.
Non si può certo dire di trovarsi di fronte al tifo delle grandi occasioni, ma il tracciato filante quasi interamente piatto e la giornata fresca regalano a tutta la comitiva un’ottima prestazione.
Centrare i propri obiettivi è sempre una bella soddisfazione che ripaga della levataccia!
Nel complesso una bella gita.

Francesco A.


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DOMENICA 08/11/2015 10' Camminiamo in Lomellina


Giornata che inizia con una leggera nebbiolina e circa 5 gradi di temperatura e tutto fa presagire una corsa nel freddo della Lomellina.
Per la scelta abbigliamento da corsa devo dire che i miei soci sembrano dei colonnelli dell’ Aeronautica …… se dicono che
uscirà il sole, allora il sole esce. Sarà la loro esperienza , o qualche acciacco meteoropatico ?

Io non gli dò retta e sbaglio, sudare a Novembre sembra una pazzia ed invece accade.
La dodici KM presenta un percorso discreto con dei bei passaggi , unico neo è il tratto finale un po’ troppo in pendenza laterale per me.
Quest’anno non c’era neanche troppo fango ed il terreno era OK anche se ovviamente sconnesso (d’altronde siamo in campagna)
Comunque giudizio positivo.

Quelli che hanno fatto la lunga invece sono entusiasti del percorso, mi raccontano di un bel passaggio nel bosco e di
una corsa quasi da voto 10.

Il gruppo camminatori si è attardato a fare una lezione di micologia dopo aver visto dei funghi sul percorso, mi dicono che li volevano fotografare ma sono stati preceduti da qualcuno che si sarà fatto un bel risotto.

E al ristoro finale ……. pasta e fagioli !! uno solluchero per i poveri corridori.
Tutti contenti quindi !
Si torna a casa con un la soddisfazione di aver speso bene la nostra domenica mattina.

Pietro G.

DOMENICA 01/11/2015 35' Trofeo Pasotti


Domenica che comincia con un leggero sole e che scalda i pigri runners.
Si parte , mi aggrego ai reduci dalla mezza di Varigotti , un gruppo internazionale, quasi stile EXPO.
Piccola sgambettata di riscaldamento (ma io ho freddo lo stesso) ed ecco un buon numero di altri soci VTV, tutti camminatori o infortunati.
Accidenti sono tanti…, alla faccia del fatto che la corsa è salutare !!!
In poco meno di 1 Km inizia la salita che finirà solo dopo altri 4 Km , la fatica è tanta ma che panorama !
Io riesco a correre bene per quasi tutta la salita (bhò non mi capacito neanche io) e al ristoro in cima riesco anche a riprendere fiato e mi passa la stanchezza.
Il ristoro è il bivio 14 /18 Km, tutti insistono e vogliono fare la 18, io titubo (voce del verbo non ho voglia) ma mi dicono che da li in poi  sarà relax.
Ma quando mai !!!!! Si sale, si sale, si sale………..
Meno male che ciò che sale prima o poi scende e finalmente cominciamo a poter parlare senza avere le pulsazioni sui 180 bpm.
Una Bala tira l’altra, scambi culturali a go-go,  ed arriviamo al 2° ristoro.
Arriva anche il Walter e Co, sono dei razzi in discesa, ci prendono, ci affiancano….. e si aggregano al gruppo.
E’ così che piano-piano, lemme-lemme  (più piccolissima sparata finale) si arriva alla fine.
Scarso  ristoro finale ma se vuoi puoi ubriacarti con il mignon di grappa del riconoscimento corsa.
Andata anche questa, arrivederci Broni.

Pietro G.

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