SantiagoCompostela2018 - GSD VTV Abbiategrasso

Vai ai contenuti

Menu principale:

La VTV > Le nostre corse


Foto e riflessioni del nostro presidente impegnato in questa importante avventura

----------------------------------



Fine

Il giorno 15 di giugno  si è conclusa la mia avventura davanti la Cattedrale di Santiago de Compostela. Un’emozione palpabile fino dal mattino. Infatti, contrariamente ai giorni precedenti, la partenza avviene prima che spunta l’alba. Ma l’emozione più grande è stata al momento che arrivo al cartello con la scritta SANTIAGO de COMPOSTELA (vedi foto). Le lacrime di gioia, di commozione, di liberazione, nascondono la stanchezza accumulata in tutti questi giorni. Mentre l’arrivo davanti la Cattedrale da un ulteriore soddisfazione a tutto il Cammino. L’interno della Cattedrale tutto il rito della visita alla tomba l’abbraccio al Santo e il Botafumerios concludono la giornata dell’arrivo. Per finire, il giorno dopo, il pellegrinaggio prosegue al km zero, alla fine del mondo, Finisterra. Però quest’ultimo tratto non mi dà la stessa emozione. Forse perché la scogliera non e diversa da tante altre. Forse perché ormai il pensiero e rivolto verso casa. Forse perché l’adrenalina si è esaurita.                                                                                                                                                                      
Fine di un’avventura durata 31 giorni. Un mese trascorso a camminare ogni giorno per tanti chilometri. Sotto il sole, pochi giorni, sotto la pioggia, poco, o con tanto freddo. Dove la fatica fa parte di te e non puoi farne a meno perché la meta da raggiungere ti prende sempre più. Un’avventura iniziata come sfida per mettermi alla prova, (se ce la fanno tutti) sulle mie capacità fisiche e mentali. Il fisico ha retto bene, la mente un po' meno. Ho avuto dei momenti dove la voglia di mollare è stata molto forte. Ma l’aiuto dei compagni di Cammino è stato molto più forte. Persone conosciute in cammino in cui hai in comune solo la fatica e la voglia di arrivare alla meta. Molto assomigliante all’ambiente delle nostre corse.                  Persone sconosciute che, dopo poco, si istaura un rapporto molto forte come se ci si conoscesse da sempre. Si arriva al punto tale che quando ci si lascia per vari motivi la commozione non si nasconde.                        Ho avuto la fortuna di camminare con persone molto comuni e socievoli dove non sono mancate le confidenze della propria vita. Una persona in particolare, Massimo, ho condiviso il cammino dal primo all’ultimo chilometro, ho condiviso ostelli, colazioni, pranzi e cene, momenti di noia e momenti gioiosi.   Altre conoscenze come Salvatore, Lorena, Paola, Gaudenzio, Christian in modo particolare e molti altri.   Ora che tutto tornerà alla normalità come prima, alla vita di tutti i giorni, con le cose di tutti i giorni, ai problemi di tutti i giorni ma con la consapevolezza che questo Cammino qualcosa lascerà pure a me.                                                   
Concludendo… perché ho fatto il Cammino di Santiago Di Compostela? Ve lo dirò, forse un giorno…   





----------------------------------


13 Giugno

È già qualche giorno che non scrivo ma non ho trovato niente di veramente interessante da raccontare. Già, di interessante... oggi è il compleanno di Antonella. Auguri. Dunque nelle ultime tappe tutte tra 25/30 km, ho attraversato tantissimi boschi con alberi secolari di dimensioni enormi. Tutto un susseguirsi di saliscendi che a volte mi sembrava di fare un trail. Ma passo passo, meglio “pasido pasido “ (visto dove sono), ormai mancano solo 2 tappe a Santiago. Sono ormai -46.
Quindi rimando tutto alla prossima, visto che questa incredibile avventura sta per finire. Avrò senz’altro più da raccontare dopo essere stato davanti alla Cattedrale di Santiago de Compostela.








----------------------------------


8 Giugno

Rieccoci qui Dopo alcuni giorni. Le ultime tre tappe che mi hanno portato
da Astorga a Perejre non sono state di grande interesse.
Solo un tratto di Cammino dove è eretta la Cruz de Hierro.
Un palo dove in cima c’è appunto una croce di ferro posta forse dall’eremita
Gaucelmo attorno all’anno 1100.
Simboleggia il legame che c’è tra l’uomo e Dio, tra la terra e il cielo.
Questo crea una certa emozione. Ogni Pellegrino lascia una pietra come simbolo
degli sforzi del Cammino e che possa far pendere la bilancia in proprio favore
quando le proprie azioni saranno giudicate. Tutto questo però non mi esenta
dal giudicare di poco altro interesse il resto del percorso. Tratti e Borghi attraversati
senza una chiesa, senza un eremo, senza nemmeno un simbolo del Pellegrino.
Solo qualche bar o locande di natura commerciale. Sentieri dove il senso del Cammino
non ha niente in comune. Attraversamento e ingressi in piccole città solo esclusivamente
il commercio e il turismo è la priorità.
A questo punto del mio pellegrinaggio mi esprimo forse un pochino in una maniera
assurda, ma purtroppo è la verità.
L’interesse economico ha la meglio sul l’interesse del Pellegrino o/e del Pellegrinaggio.
A presto.





----------------------------------


6 Giugno

Oggi ho terminato la 22^ tappa del mio Cammino. Una tappa diversa rispetto alle ultime, dove il sentiero  è sempre stato accanto alla trafficata e rumorosissima N120. Una strada che ci accompagna per quasi tutto il tratto. Ma oggi lasciata la Città di Astorga il paesaggio cambia completamente. Lasciamo gli infiniti campi di grano e cereali, per incontrare boschi di coltivazione dì pini sterpaglie e cespugli di bellissimi fiori bianchi. Domani sarò al punto più alto di tutto il Cammino. Ma voglio dire di Astorga. Comune di 12.000 abitanti circa, della provincia di León. Possiede una bella cattedrale, un palazzo di Gaudì e tanti negozi di cioccolato. Non ho potuto visitarla bene perché una forte pioggia si è abbattuta sulla città. E come si dice (non) sarà per la prossima volta. La pioggia che tutto sommato ci ha creato pochissimi problemi così come il sole, che quasi lo desidero. Detto da me...???. Appunto alla prossima,
giusto per non annoiare.


----------------------------------


3 Giugno


Eccomi a León.
Dopo tanto cammino nelle MESETAS, finalmente sono alle spalle. Non ne potevo più.  León è capoluogo della provincia omonima, oltre 120.000 abitanti sulle rive del fiume Bernesca. Possiede numerose chiese tra cui spicca la Catedral de León ricca di torri e archi rampanti. Da vedere. Ricca pure di bar e pub in centro non si contano. Ne scelgo uno per il solito Boccadillo e birra. Una squisitezza! Un giro per la città è d’obbligo. Siccome sul cammino non si incontrano mai città, va visitata. Devo ammettere però che la
Stanchezza si fa sentire.
Ma oggi è domenica devo andare a messa... alla prossima!




----------------------------------



1 Giugno

C’eravamo lasciati giorni fa nelle MESETAS, oggi sono ancora nelle MESETAS. Non perché non sono
andato avanti, ma perché non finiscono mai. Provate ad immaginare un rettilineo lungo 12 km in prospettiva.
Vedi il punto in fondo ma non è la fine del sentiero.  In certi momenti  lo sconforto, la noia e
un po’ la tristezza prende il sopravvento. Ma fortunatamente non si è mai soli e tra una
chiacchiera e una battuta, si arriva finalmente alla fine. Dalla nostra c’è però Santiago che ancora
ha avuto riguardo verso di noi pellegrini e non ci ha fatto soffrire il sole inesorabile che temevamo.

































Ho ancora 2 giorni di questa regione. Ormai però il paesaggio è
cambiato. Sono ufficialmente a metà del
Cammino, così dice la targa esposta a Sahagún.
A distanza non lontana l’uno dall’altro si incontrano villaggi e cittadine.
La monotonia del cammino è per il momento allontanata.
Vedremo cos’altro ci aspetta. Tra due giorni penso di arrivare a León.



----------------------------------


Martedì 29/5

È ormai da due giorni che cammino nelle temute, dai pellegrini, MESETAS. Temute perché oltre ad essere interminabili sono infinitamente estese. A vista non si vede il confine di questi campi di grano o cereali che siano. Sono molto assolate. Il grano non offre una grande ombra...
Però evidentemente Santiago ha guardato giù e ha graziato tutti. Una giornata iniziata con una pioggerella tramuta subito in una giornata con un tiepido sole che mi ha accompagnato fino alla fine della tappa. Boadilla del Camino. Per ancora qualche giorno sarò in queste MESETAS sperando ancora che Santiago si accorga che non ho ancora finito di attraversare la zona. Veramente sono stato affascinato da tutto questo immenso verde che non finiva mai. Spero che l’immagine che invio esprima questa grande immensità.






----------------------------------







Domenica 27 maggio.
Oggi  invece di essere a Cassolnovo e correre assieme al gruppo, sono dopo una tappa non
lunghissima, a Burgos. Ma vi pare? Burgos è una Città di circa 180.000 abitanti capitale provinciale della comunità
autonoma di Castiglia e Leòn. Bella città dove è situata la cattedrale dedicata alla Vergine Maria, unica per l’architettura
e le dimensioni. La sua facciata, i suoi pinnacoli e le sue dimensioni appagano appieno il visitatore me compreso che
l’ho girata in lungo e in largo con auricolare in italiano. Strano, visto che l’italiano non lo parla nessuno.
Tra domani e dopodomani arriverà la zona più temuta del Pellegrino. Ma non vi dico altro per oggi.
Alla prossima!











--------------------------










Ciao. Questa ve la devo raccontare.
Intorno al 1300, marito moglie e figlio di Colonia, sono in pellegrinaggio
verso Santiago. Presero alloggio nella locanda del paese.
La figlia della locandiera si innamorò del giovane. Ma al rifiuto
delle sue attenzioni lo accusò di furto di un vaso d’argento nascondendo
nel suo sacco.
Le leggi severe del periodo lo condannarono a morte per impiccaggione.
I genitori pieni di fede e distrutti da dolore, proseguirono il cammino.
Al ritorno passarono ancora nella stessa locanda dove trovarono il figlio
vivo e vegeto. Il giovane raccontò che era stato San Giacomo a fare il
miracolo, durante l’esecuzione alzandogli piedi e impedire al cappio di
stringerli il collo. Il padre non crede a questa storia.
Pensa che il figlio lo ha preso in giro solo per stare con la locandiera.
Sentenziando che avrebbe creduto a questo racconto solo se quei due
galletti arrostiti che gli erano stati serviti in tavola fossero tornarti anch’essi
in vita. Subito i due galletti  si alzarono, ripresero le piume e si misero a cantare.
Da allora un gallo e una gallina bianchi sono in una gabbia all’interno della cattedrale
di Santo Domingo de la Calzada. Questa può essere e sembrare una storiella del
Pellegrino ma il gallo e la gallina in cattedrale ci sono veramente.
Vengono offerte dalle famiglie della città e sostituiti ogni 15 giorni.
























Ciao a tutti.
Oggi sono particolarmente euforico. La tappa di oggi si presentava particolarmente
preoccupante per via dei km. Ho pensato che sarebbe stato ottimo fare questi
30 km visto che non era particolarmente impegnativa. La Partenza da Logrono...
Già Logrono (con la n accentata) città della provincia de La Rioja regione molto
vinicola, infatti vigneti a non finire. Bella cattedrale stile gotico del IX secolo, dov’è
conservato un quadro di Michelangelo (IL CALVARIO), con un particolare che lascio a tutti da trovare.
Ma dicevo della tappa di oggi, non molto importante per quanto riguarda le note.
Solo due paesini attraversati senza particolari di rilievo La mia euforia , dicevo è stata perché
non mi aspettavo che c’è l’avrei fatta senza grande fatica. Sto entrando in forma.
Dimenticavo questa notte si “dorme” in compagnia... camerata di soli intimi... ottanta persone.
A risentirci!






















Oggi, domenica 20/5 , invece di andare a correre con il gruppo, mi faccio la
quinta tappa del cammino: Puente de la Reina/ Estella. Tappa monotona, tra
campi di grano, vigne, ulivi.
Niente a che vedere con  i nostri uliveti e vigneti. Molto più piccoli. alberi di ulivo
non più alti di un metro e mezzo.
I vigneti meno! Il sole già scalda in questo paese. Sono deluso della tappa di oggi.
Chi la descrive nelle riviste o nei libri la sopravvaluta. Niente a che vedere con
quella di ieri che solo la vista del monumento dei Pellegrini all’alto del Perdono
e il monumento del Pellegrino a Puente de la Reina ripaga dalla fatica.
Senza contare la benedizione del Pellegrino alla messa di Pentecoste.
Oggi no niente. Forse sarà per la stanchezza che si sta accumulando?
Vedremo! Intanto riposo... domani vedrò. Alla prossima.













Pamplona, città di circa 200.000 abitanti. Capoluogo (capitale) della provincia
autonoma della Navarra, regione a nord della Spagna. Più conosciuta forse
per la corsa dei tori in città durante la festa di S. Firmino . La tappa di oggi
prevede circa 21 km di su e giù come un trail. Sarebbe piaciuta a Piero.
Parto prima che sorge il sole, oggi previsto. Le gambe girano a meraviglia mi
stupisco come passano i km. Nessun imprevisto. Alle 12,30 la porta di Pamplona
mi accoglie. Terza tappa fatta. Ho saltato la tappa di ieri volutamente che se
racconto tutto, cosa racconto quando torno? L’unica cosa che posso dirvi che
sono contento di lasciare questa regione perché, è molto verde, ma molto umida.
Martedì sembra il mese di novembre. Alla prossima.
















La giornata comincia presto, la tappa oggi è lunga e impegnativa: Saint Jean-Pied-de-Port/ Roncisvalle (Navarra).
Il cielo è coperto non promette niente di buono ma dopo pochi km la temperatura, la mia, cambia. Meglio alleggerirsi. Il cielo coperto insiste. Giustamente essendo un cammino di pellegrini la strada è affollata. Non mancano certo gli Italiani. I km passano, le aquile che mi volano sopra la testa mi fanno capire che siamo parecchio in alto. Sto scollinando.

Qui comincia la parte più dura e pesante. Un’infinita e fangosissima discesa mi porta verso la fine di questa tappa.

Subito fuori dall’interminabile bosco di faggi appare il castello. Roncisvalle!!!

Per oggi 16 maggio 2018 è fatta.


Torna ai contenuti | Torna al menu