22^ Stramoncucco

Come ormai da tempo immemorabile la corsa di Moncucco ci ricorda che le feste sono ormai alle spalle, manca il fine /inizio anno e poi siamo nel 2020.

Solito il ritrovo ma una insolita compagna mi accoglie subito appena apro la porta di casa; la nebbia nasconde il mattino, è come se il Mondo si fosse ritirato nel non essere.

Con guida prudente degna di chi “si vuole bene” facciamo la manciata di Km che ci separano dalla partenza e ci rintaniamo subito nel centro sportivo.

Via, si parte per poche centinaia di metri in paese poi campagna aperta.

Ora il paesaggio non ha contorni, le linee restano isolate, i colori non parlano più.

La nebbia è come una gomma da cancellare, elimina tutti, le forme e i colori.

Senti le voci dei tuoi compagni di corsa, sai che poco più avanti e poco più indietro ci sono altri runner, ma puoi immaginare quello che vuoi tu.

In molti fanno la lunga, io mio butto sulla corta e mi trovo ancora più solo.

Ed allora mi parte la fantasia e mi godo la sensazione, smetto di guardare ciò che non vedo, inizio ad ascoltare il mio respiro, sento le mie giunture che scricchiolano ma non cedono.

Riprendo a correre ai ritmi che ormai avevo sepolto nella paura di farmi male, vado, vado e mi diverto, che sia una nuova alba del mio essere sportivo ?

Mentre rientro incontro i nostri camminatori, incrocio anche quelli che si fanno la competitiva , vedo la bella chiesetta di Moncucco che mi era sfuggita all’andata, ed in breve eccomi di nuovo al caldo dentro il centro sportivo.

Report strano oggi, per una vòlta la terribile nebbia mi ha fatto fare un tuffo nella mia psiche ….. ma mi è venuto cosi.

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